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La modifica dell'assegno di separazione durante il giudizio di divorzio

La modifica dell’assegno di separazione, regolato da una sentenza (in caso di separazione giudiziale) ovvero dagli accordi omologati (in caso di separazione consensuale), può domandarsi alternativamente o con la speciale procedura prevista dall’art. 710 c.p.c., o contestualmente alla proposizione del ricorso di divorzio. Va naturalmente da sé che se la modifica viene chiesta nel ricorso per divorzio, la successiva proposizione di un ricorso exart. 710 c.p.c. è preclusa dal divieto del ne bis in idem

La Cassazione (10.12.2008, n. 28990) nega che la modifica dell’assegno di separazione possa avvenire solo con lo speciale procedimento di cui all’art. 710 c.p.c.. Al contrario, la Corte ha affermato che poiché l’assegno di mantenimento in favore di uno dei coniugi è dovuto fino al passaggio in giudicato della sentenza di divorzio, deve sempre ritenersi ammissibile in forza del principio del simultaneus processus la domanda di adeguamento dell’assegno di separazione dinnanzi al giudice del divorzio.

Con il provvedimento emesso dal Presidente in via provvisoria nel giudizio di divorzio, ben può quindi convertirsi l’assegno di separazione in assegno provvisorio ai sensi dell’art. 4 L. n. 898/1979.

Va peraltro chiarito che, in sede di provvedimenti provvisori, il Presidente, mentre è chiamato a modificare l’assegno di separazione dinanzi al verificarsi di un quid novi, non può però applicare i nuovi criteri per la determinazione dell’assegno di divorzio individuati dalle Sezioni Unite con la nota pronuncia n. 18287/2018, i quali proprio perché attengono all’assegno divorzile possono operare solo a seguito della sentenza che dichiara il divorzio e il mutamento di status dei coniugi. In altri termini, nella fase presidenziale il Presidente non può formulare un’anticipazione del giudizio relativo alla sussistenza dei requisiti per il riconoscimento dell’assegno di divorzio, ma solo verificare se nelle more si siano verificati fatti nuovi che rendano opportuna una modifica delle previsioni assunte in sede di separazione (Appello L’Aquila 04.10.2018, n. 839).

 

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